Piemonte: Carnevale storico di Santhià e ritrovo camperisti

Il Carnevale di Santhià oltre ad essere un avvenimento storico e una perfetta occasione per ritrovarsi tra camperisti, grazie alla organizzazione ed ospitalità del paese.

Un po’ di storia.

Le sue origini si possono far risalire alla prima metà del 1300 periodo in cui l’Abbadia, un’associazione laica di giovani, si faceva promotrice di feste e balli nel periodo carnevalesco, ed è sicuramente il più antico del Piemonte.

Dal 1962 si affiancano all’Antica Società Fagiuolesca la Pro-Loco di Santhià e l’Amministrazione Comunale. Nella sua organizzazione strettamente tecnica, il Carnevale è gestito dalla Direzione, un gruppo formata dai Magnifici Cavalieri (persone di lunga esperienza nell’organizzazione) da un Governatore (che è fisicamente il custode dell’effigie di Gianduja e delle onorificenze) e da un gruppo di più giovani che affiancano e coadiuvano i membri anziani.

 

 A partire dal 2006, al termine di ogni edizione viene dato alle stampe, a cura della Compagnia dell’Ottimismo, un Annuario del Carnevale santhiatese, che si rifà alla tradizione di analoghe pubblicazioni che venivano edite nei decenni passati.   Tali annuari contengono, oltre alla cronaca fotografica del Carnevale, anche dettagliate schede di ogni Gruppo e Compagnia del Carnevale, compresi i gruppi musicali e le varie compagini che a diverso titolo lavorano alla manifestazione (gli organizzatori dei Balli, i Salamat dal Carvè, etc). Per ogni gruppo si possono trovare cenni storici, fotografie, curiosità e aneddoti.

A partire dal 10 agosto 2013 il Carnevale di Santhià è ufficialmente gemellato con il Carnevale di Viareggio.

L’edizione 2015 segna l’avvio di una nuova iniziativa denominata “Maschere d’artista per la vita – l’arte fa battere il cuore. Il maestro della cartapesta Gianni Franceschina, santhiatese, ha realizzato una serie di maschere bianche che sono distribuite a personaggi dell’arte e della cultura (Manila Nazzaro, Amadeus, Maestro Gianni Mazza, Sergio Friscia, Leonardo Pieraccioni, Giorgio Ariani, Yuri Chechi, Enrico Beruschi, Sammy Basso, Alberto Fortis, Andrea Buscemi, Solange, Rolando Giambelli, Giancarlo Magalli, Biagio Izzo. Pier Francesco Pingitore e altri) per essere decorate secondo la loro fantasia.                             Le maschere sono esposte in una mostra pubblica durante il periodo carnevalesco e poi battute a un’asta pubblica, accompagnate da una foto e dalla biografia dell’artista che le ha decorate, a scopo benefico.                                                      Tratto da https://it.wikipedia.org/wiki/Carnevale_Storico_di_Santhi%C3%A0

Le Compagnie del Carnevale

Oltre 2.000 figuranti in una città di soli 9.000 abitanti, più tanti altri che collaborano a vario titolo all’organizzazione senza partecipare alle sfilate. Numeri che dimostrano come il Carnevale Storico di Santhià sia davvero una festa popolare, nell’accezione più letterale: una festa organizzata dal popolo per il popolo.           Ci sono compagnie che partecipano alle sfilate con carri allegorici o maschere a piedi; compagnie delle pule che si occupano della questua, i salamat che preparano i salami per la grande fagiuolata, compagnie che gestiscono le paline per la distribuzione dei fagioli. E poi ci sono tantissime altre figure indispensabili al buon funzionamento del Carnevale: impossibile elencarle senza dimenticare nessuno.

  Stevulin e Majutin
Nei tre giorni di Carnevale, Stevulin ‘dla Plisera e Majutin dal Pampardù sono i padroni assoluti della città. Leggenda vuole che si tratti di due contadini che secoli fa giunsero in città da due cascine dei dintorni per il loro viaggio di nozze. Acconsentendo alla volontà popolare, il signorotto locale consegnò ai due giovani sposi le chiavi della città, permettendo loro di governare e amministrare la giustizia per tre giorni.    

Da questo deriva la cerimonia del sabato di Carnevale in cui le maschere ricevono le chiavi della città dal Sindaco. Subito dopo, Stevulin legge il suo discorso alla popolazione radunata in piazza, discorso in dialetto che affronta, con arguzia e umorismo, argomenti di attualità non solo locale.

Ogni anno “Stevu e Majot”, come sono affettuosamente chiamati dai Santhiatesi, sono impersonati da una coppia diversa che viene presentata ufficialmente il martedì prima di Carnevale.
Durante una serata a cui partecipano moltissime maschere piemontesi, la coppia che si appresta a interpretare questo ambito ruolo e riceve gli oggetti che caratterizzano il costume: il caplin (cappello), la cavagna (cesta di vimini) e l’umbrela (ombrello) per lui, lo spunciun (spillone per i capelli), la scusal (grembiule) e la mantlin-a (scialle) per lei.

 Il corpo dei pifferai e dei Tamburi.
“I Pifferi non partecipano al Carnevale. I Pifferi SONO il Carnevale!”. Basta questo motto a presentare il gruppo: i mantelli rossi e le tradizionali monferrine sono simboli del Carnevale santhiatese fin dall’800.    

Le sveglie

Nei tre giorni di Carnevale, il Corpo Pifferi e Tamburi è incaricato di svegliare l’esercito carnevalesco per dare inizio alle operazioni della giornata.                    Tra tutte, la sveglia più impegnativa è sicuramente quella del lunedì mattina: si comincia alle ore 5 andando a svegliare alcuni illustri membri della Direzione. La tradizione prevede che coloro che vengono svegliati offrano la colazione o anche una semplice bottiglia di vino per ricambiare l’onore della visita. Questo perché un tempo, mentre i musicisti del gruppo erano persone comuni e non di certo ricche, i membri della Direzione e tutte le personalità svegliate erano uomini di spicco del paese che potevano certo permettersi di offrire qualcosa in più per colazione.

 Il rogo del Babaciu
Martedì sera il Carnevale si chiude con il rogo del Babaciu nella piazza centrale. Il Babaciu è un pupazzo in cartapesta che incarna l’essenza stessa della manifestazione. Tutta la popolazione si raccoglie in piazza per assistere all’accensione del rogo.             Il “serpentone” folleggia per tutta la piazza fino al completo esaurimento del fuoco che riduce in cenere il simbolo del Carnevale.   Nel mentre, la statua di Gianduja viene fatta scendere dal trono da cui domina la piazza durante i tre giorni clou della manifestazione e la bandiera del Carnevale Storico di Santhià viene ammainata. Un ultimo omaggio alla statua di Gianduja che viene baciata come una reliquia dai carnevalanti e poi tutti al PalaCarvé per le premiazioni e le ultime danze.

 I Corsi Mascherati
Il clou dei festeggiamenti del grande Carnevale di Santhià è rappresentato dai Corsi Mascherati a cui partecipano oltre 2.000 figuranti. Tre gli appuntamenti: domenica pomeriggio, lunedì sera per la sfilata notturna e, infine, martedì pomeriggio.

È uno spettacolo da non perdere per la fantasia dei costumi, l’arte della cartapesta, l’allegria coinvolgente delle musiche, ma è soprattutto una gara che appassiona da sempre i santhiatesi, con discussioni e rivalità che continuano di anno in anno. I gruppi sono divisi in quattro categorie:
carri di prima categoria (veri e propri giganti di cartapesta grandi almeno 12 x 6 metri),
carri di seconda categoria,
gruppi misti, cioè carri di minori dimensioni accompagnati da figuranti con costumi particolarmente curati,
maschere a piedi.

 La colossale fagiuolata
A Santhià, non sarebbe Carnevale senza la Colossale Fagiuolata del lunedì grasso, vero fiore all’occhiello della manifestazione. Con circa 20.000 razioni distribuite gratuitamente alla popolazione, si tratta probabilmente della più grande fagiuolata d’Italia.     

Gli ingredienti sono semplici (fagioli, lardo, salami e poco altro) e la ricetta facile da replicare ma la quantità preparata e la cottura su fuochi a legna donano alla fagiuolata un gusto irripetibile. Così migliaia di santhiatesi e di abitanti di paesi vicini e non, aspettano con ansia il mezzogiorno, quando dopo la benedizione del parroco un doppio colpo di fucile dà il via alla distribuzione.  

 Sulle chilometriche tavole sono ammassati contenitori di ogni tipo che saranno tutti riempiti in pochi minuti. La distribuzione è curata da oltre 300 addetti divisi in 32 gruppi guidati dai cosidetti capipalina.

 I giochi del Gianduja
Il martedì mattina di Carnevale, nelle vie del centro, la popolazione è impegnata ad assistere o partecipare ai tradizionali Giochi del Gianduja.            Si tratta di giochi antichissimi che rimandano alle tradizioni popolari medievali: la corsa nei sacchi, la rottura delle pignatte piene di farina o coriandoli, il tiro alla fune, la mela nella tinozza e tanti altri.    Nel tempo questa usanza goliardica si è trasformata in vere e proprie gare tra i vari gruppi carnevaleschi e musicali. In ogni gioco sono in palio pochi euro ma soprattutto l’impagabile possibilità di prendere in giro i rivali fino all’anno successivo, come ben sanno la Banda Musicale Cittadina e il Corpo Pifferi e Tamburi protagonisti per anni della gara di tiro alla fune.

Ma ora parliamo del RITROVO PER CAMPERISTI

OGNI ANNO L’ ISCRIZIONE DI CAMPERISTI A QUESTO EVENTO è IN AUMENTO, quest’ anno 2017 si parla di  più di 240 equipaggi iscritti, provenienti per la maggior parte dal Nord Ovest, ma anche da Emilia Romagna e Toscana.

Un successo che ogni anno, anche con clima avverso, si replica e cresce di volume, grazie all’organizzazione della Compagnia dell’Ottimismo, che di anno in anno cerca di migliorare la qualità dell’accoglienza camperisti, adottando piccoli ma significativi accorgimenti che fan sì che negli anni successivi ci sia la voglia, oltre che di tornare, anche di spargere la voce e coinvolgere nuovi amici camperisti!

Visite guidate per la città e in riserie santhiatesi, quest’anno anche alla Mostra della Cartapesta, coccole enogastronomiche da gustare insieme durante le giornate di permanenza (biscottini, fagioli, vin brûlé…); grazie all’iniziativa di alcuni commercianti di zona, i  camperisti possono assaggiare e acquistare produzioni santhiatesi e piemontesi, con “consegne a domicilio” da ritirare presso l’area ospitality del raduno.
Il popolo carnevalesco (Maschere, Bande e Pifferi) che viene a salutare gli ospiti e a fare spettacolo per animare il village…

Insomma nulla è lasciato al caso, grazie anche alla collaborazione dell’Amministrazione comunale che aiuta gli organizzatori a riservare spazi di parcheggio quando il piazzale principale è tutto esaurito!

E’ a disposizione un ampio piazzale con carico/scarico ed accoglienza organizzata dal tardo pomeriggio di venerdi.

E’ comunque possibile accedervi già dalla giornata di giovedì 23, nel caso in cui si volesse partecipare al Giobia Grass “Tucc an maschera anduma a spass”.

La postazione va prenotata ai contatti riportati sotto. Il costo sarà comprensivo del servizio di accoglienza con vin brulè e dolci carnevaleschi tipici il venerdì sera e di scarico e carico acque.

Durante la giornata di sabato 25 Febbraio è previsto un programma di intrattenimento gratuito, tra cui la visita ad una riseria e (da prenotare direttamente in loco).

Il costo della Piazzola sarà di € 12 (nel 2017) in totale per tutta la durata della manifestazione.

Altri costi aggiuntivi sono esclusivamente legati all’ingresso alle sfilate diurne (€ 5, minori di 12 anni gratis) ed ai due veglioni mascherati.

Per informazioni e prenotazioni contattare:

camper@carnevaledisanthia.com

Da parte nostra possiamo dire che sono state 3 giornate davvero in allegria, in buona compagnia, con una ottima accoglienza da parte del paese ed un buon programma.     Vi invitiamo quindi a programmare la vostra partecipazione in camper per la prossima edizione collegandovi al sito http://www.carnevaledisanthia.it/

GALLERIA FOTO

 

 

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